Incontro

Riconoscere le emozioni: un percorso dinamico fra opere d’arti e memi

Proponente: 
Data e luogo
10/02/2020 - 09:00
Aula B203, Via Ariosto 25, Roma
Data e luogo
11/02/2020 - 09:00
Aula B203, Via Ariosto 25, Roma
Data e luogo
18/02/2020 - 09:00
Aula B203, Via Ariosto 25, Roma

Gli incontri dal titolo “Riconoscere le emozioni: un percorso dinamico fra opere d’arti e memi”, condotti dal prof. Davide Nadali e dalla prof.ssa Antonella Sbrilli, presentano alcuni snodi della ricerca sulle immaginiartistiche, intese come dispositivi di attivazione delle emozioni e dei processidi imitazione.  

  • Il primo incontro (10 febbraio 2020) è dedicato al metodo dello storico dell’arte Aby Warburg (1866-1929). Per spiegare la sopravvivenza di espressioni figurative di esperienze profonde che riemergono in opere d’arte anche molto lontane nel tempo, lo studioso mise a punto il concetto di “formule di pathos” e allestì un atlante figurativo accostando le immagini per somiglianza e relazione: un metodo che è sempre più riconosciuto come un proficuo strumento di analisi, anche al di fuori della storia dell’arte. Le definizioni delle emozioni e l’analisi delle loro più frequenti formule espressive sono illustrate in questo incontro con esempi storici e attuali (dai meme agli emoji) e con il coinvolgimento dei partecipanti. 
  • Nel secondo incontro (11 febbraio 2020) il tema della rappresentazione delle emozioni è trattato con riferimento alla teoria dei neuroni-specchio e al concetto di intericonicità, proponendo una lettura dinamica delle immagini dall’antichità al contemporaneo. Il meccanismo dell’intericonocità si basa sui fenomeni e i processi diimitazione, ripetizione e somiglianza, in un percorso dialogico edinamico fra immagini e parole, tra gestualità e comunicazione, tra emozione e sentimento. Cosa rappresentano le immagini? È possibile riconoscere unoschema canonico di ripetizione, che si adatti e si trasformi a seconda delle esigenze culturali e stilistiche? In particolare, si vuole mettere in evidenza l’esistenza di una sorta di codice iconico che di fatto corrisponde all’espressione di emozioni che possono essere riconosciute, interiorizzate e comprese attraverso appunto la riproduzione di medesimi atteggiamenti. Durante l’incontro si farà riferimento anche ad app di contenuto artistico che propongono analisi morfologiche e riconoscimenti di espressioni dipinte.  
  • L’incontro del 18 febbraio 2020 chiude il ciclo con la presentazione di un gruppo di immagini di opere conservate nella collezione del Museo dell’Arte Classica della Sapienza: l’obiettivo è quello di condurre un’analisi di tali immagini che identifichi schemi, gesti, posizioni del corpo in riferimento all’espressione di emozioni, al fine di progettare un sistema di riconoscimento automatico che riesca non solo a riconoscere ma anche a codificare questi aspetti identificativi ed espressivi delle emozioni attraverso le forme del corpo.
     

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