Scavi e ricerche a Elaiussa Sebaste (Turchia)

Tipo: 
Scavo estero
Località o campo: 
Turchia - Elaiussa Sebaste
Durata: 
1995
Direttore: 
Polosa Annalisa

Staff

1
Responsabili: 
2
Collaboratori: 
Aslan S.
Braini M.
Calosi M.
Casagrande Cicci E.
Ciccacci R.
Civetta R.
Conti M.
Devoto C.
di Miceli A.
Doğan D.
Falcone A.
Fornace C.
Fumolo M.
Karaöz Arihan S.
Iacomi V.
Lugari A.
Mura E.
Naspi A.
Oral M.
Pipere M.F.
Taddei A.
Yumni Gündem C.
Descrizione: 

Il progetto di scavi e ricerche, avviato nel 1995, è finalizzato a documentare il ricchissimo patrimonio monumentale di Elaiussa Sebaste e a ricostruirne la fisionomia storica e culturale, ma anche a salvaguardare e valorizzare tale patrimonio, attraverso interventi di conservazione e restauro finalizzati alla realizzazione di un Parco Archeologico.

La scelta di operare in questo sito è stata determinata da due diversi motivi: il primo si propone di colmare le profonde lacune che ancor oggi caratterizzano la ricerca archeologica in questa parte della Cilicia, peraltro oggetto di un’intensa attività costruttiva. E proprio al concreto pericolo che anche l’area di Elaiussa, le cui rovine occupano una superficie di circa 23 ettari, già in parte sottoposte all’invasione di costruzioni più o meno abusive, potesse essere oggetto di una ancor più consistente aggressione edilizia, è dovuto il secondo motivo di questa scelta, operata in accordo con il Ministero della Cultura della Repubblica di Turchia.

I quattordici anni di ricerca hanno interessato il quartiere pubblico monumentale sorto sulla terraferma, con il teatro e l’agora, la collina del tempio a sud dell’area urbana, le necropoli e diversi settori della penisola che delimita i due bacini portuali settentrionale e meridionale della città, in particolare la piccola basilica bizantina a nord, le terme del porto, il palazzo bizantino e il quartiere residenziale e industriale.

Le indagini hanno consentito di individuare:

  • Il teatro (II sec. d.C.), ricavato nelle pendici di una collina, sulla quale sorgeva in precedenza una villa con pavimenti musivi e terme annesse.
  • I resti monumentali dell’agora, databile all’età imperiale romana, e dell’imponente basilica cristiana che ne occupò in una fase successiva (V-VI sec. d.C.) tutto lo spazio interno; le recenti ricerche (2005) hanno messo in luce le fondazioni della tholos che occupava il centro della piazza in età romana ed hanno consentito di individuare anche le fasi di occupazione dell’area precedenti all’agora, a cui è riferibile un mosaico con motivi marini pertinente ad una vasta sala.
  • Una piccola basilica cristiana, ubicata all’estremità nord del promontorio, eretta sullo sperone roccioso a picco sul mare, che dominava l’ingresso del bacino portuale.
  • Un impianto termale, edificato lungo il versante nord-occidentale della penisola, costruito nel I sec. d.C., e vissuto, con varie ristrutturazioni, sino alla fine del III secolo; alcuni suoi ambienti furono poi riutilizzati per lo svolgimento di attività artigianali nella prima età bizantina;
  • Un complesso palaziale di età bizantina, all’estremità sud-occidentale del promontorio, probabilmente da identificare con un edificio di rappresentanza destinato all’autorità civile. Il complesso ha come fulcro un vasto portico circolare (diametro di 100 piedi romani), in parte ricavato nella roccia e fiancheggiato da due ampie aule absidate, e diversi ambienti voltati articolati su due piani, che affacciavano sul porto sud con un prospetto monumentale. Anche in questo settore le indagini hanno rivelato tracce della precedente occupazione dell’area, sin dall’età ellenistica, a cui risalgono mura in opera poligonale. L’area prospiciente il porto settentrionale era caratterizzata nel periodo imperiale da un portico monumentale che fu parzialmente trasformato quando fu eretto il palazzo.
  • I quartieri domestici e produttivi sul versante meridionale del promontorio, articolati su terrazze poste a quote differenti la cui ultima ristrutturazione risale alla prima età bizantina. Vi sono stati rinvenuti alcuni vani pertinenti ad un complesso residenziale e, sulla terrazza inferiore, due fornaci, la maggiore delle quali destinata alla produzione di anfore di tipo Late Roman 1.
  • Un tempio romano di ordine corinzio che si erge sulla collina a sud della città, trasformato in età bizantina in una piccola basilica con annesso convento. All’interno del podio era ricavato un vano sotterraneo coperto con volta a botte, tuttora perfettamente conservato e probabilmente destinato a conservare gli arredi di culto.
  • Le due necropoli, situate rispettivamente nel settore nord-orientale e sud-occidentale della città, utilizzate dall’età romana a quella bizantina. La necropoli nord-orientale, che presenta una eccezionale varietà di tipologie funerarie (tombe a tempio, tombe a casa, sarcofagi, inumazioni) ed un ottimo stato di conservazione, è stata interamente ripulita e documentata. La necropoli sud-occidentale, indagata solo parzialmente, è costituita prevalentemente da tombe rupestri e sarcofagi e fu riutilizzata in epoca tarda per l’installazione di impianti produttivi.
  • Il programma di riqualificazione e conservazione, oltre ad alcuni interventi di restauro nel teatro e sulla pavimentazione delle basiliche bizantine e al consolidamento delle strutture murarie nei diversi settori di scavo, ha interessato anche numerosi monumenti funerari (tombe a tempio, a casa e sarcofagi), tra i più imponenti del patrimonio archeologico della Turchia. Sono stati condotti inoltre interventi di restauro sui reperti mobili rinvenuti nel corso dello scavo, in particolare sulla ceramica, sulle monete e sugli oggetti di vetro e di metallo che componevano i ricchi corredi venuti alla luce all’interno delle tombe.

Nell’esplorazione del sito la ricerca archeologica - che comprende oltre alle attività di scavo lo studio dei materiali ceramici, lapidei, numismatici ed epigrafici - è affiancata ed integrata da approfondite indagini geologiche (geofisiche e geosismiche) e da studi antropologici e paleonutrizionali condotti sui resti rinvenuti all’interno delle tombe di età romana e bizantina. È inoltre in corso di elaborazione un GIS per la gestione informatica e l’organizzazione dei dati di scavo.

L’obiettivo finale delle ricerche è la creazione di un Parco Archeologico che permetta di preservare e valorizzare al meglio lo straordinario contesto urbanistico e monumentale venuto alla luce nel corso degli scavi. A questo scopo, le aree del teatro e dell’agora sono state rese fruibili al pubblico attraverso la predisposizione di percorsi di visita corredati da pannelli didattici; è inoltre in corso di progettazione la realizzazione di percorsi analoghi nel tempio e nel palazzo bizantino, le cui indagini archeologiche sono quasi giunte alla fase conclusiva.

Bibliografia: 
  • Equini Schneider, E. (a cura di), Elaiussa Sebaste I. Campagne di scavo 1995-1997, L’Erma di Bretschneider, Roma, 1999.
  • Equini Schneider, E. (a cura di), Elaiussa Sebaste II. Un porto tra Oriente e Occidente, I-II, L’Erma di Bretschneider, Roma, 2003.
  • Equini Schneider, E., Archaeological research at Elaiussa Sebaste. The 2004 campaign, in Kazı sonuçları toplantısı 27.2, 2005, pp. 195-204.
  • Equini Schneider, E., Elaiussa Sebaste. Report of 2005 excavation season, in Kazı sonuçları toplantısı 28.2, 2006, pp. 561-574.
  • Equini Schneider, E., Da Malatya a Elaiussa. Salvatore M. Puglisi e l'archeologia delle province in Anatolia, in Salvatore M. Puglisi nella paletnologia italiana. Un ricordo a 20 anni dalla sua scomparsa, Roma, 2007, pp. 139-146.
  • Elton, H., Equini Schneider, E., Wannagat, D., Temple to church. The transformation of religious sites from paganism to Christianity in Cilicia, Istanbul, 2007.
  • Equini Schneider, E., Elaiussa Sebaste. An archaeological guide, Istanbul, 2008.
  • Equini Schneider, E., Elaiussa Sebaste. The 2007 excavation and conservation season, in Kazı sonuçları toplantısı 30.4, 2008, pp. 177-190.
Finanziamenti: 
  • “Sapienza” Università di Roma (Grandi Scavi)
  • Ministero degli Affari Esteri
  • MIUR (COFIN; FIRB)

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