Testimonianze

 

 

Stefano Rebbeggiani

Ho ottenuto il titolo di dottore di ricerca in Filologia e Storia del Mondo Antico presso il dipartimento di Scienze dell'Antichità a Giugno del 2012. Subito dopo, ho avuto un assegno come 'Collaboratore di Ricerca' presso la Scuola Normale Superiore, Pisa. Al termine dell'assegno, ho cominciato a fare domande di lavoro un po' dappertutto e a Maggio del 2013 sono stato assunto dalla New York University come Visiting Assistant Professor per l'anno 2013-4. La competizione accademica è dura, e la preparazione ricevuta durante il dottorato è stata fondamentale, per vari motivi. Innanzitutto quello che ho imparato, durante i seminari e le lezioni, ma soprattutto nel rapporto con i professori che mi hanno seguito. I miei relatori sono stati disponibili e pazienti, ma anche fermi nel guidarmi e farmi capire quale era la direzione da prendere.

Ricordo la sensazione che si prova quando il tuo relatore ti restituisce un capitolo della tesi completamente coperto di correzioni, e ti rendi conto che forse il tuo argomento, che ti sembrava così geniale e innovativo quando lo hai scritto, non solo non è geniale, ma anche, francamente, sbagliato. Quelli sono gli incontri da cui ho imparato di più. In secondo luogo, i miei relatori mi hanno aiutato fin da subito a fare i passi giusti per costruirmi un curriculum che mi permettesse di essere competitivo sul mercato del lavoro non solo italiano, ma anche estero. Per esempio il mio relatore mi ha incoraggiato fin dal primo anno di dottorato a passare almeno un anno all'estero, e mi ha messo in contatto con il Professor Hardie di Cambridge che è stato il mio correlatore. Grazie a questa collaborazione, ho potuto passare un anno e mezzo a Cambridge come Visiting Student, dove ho migliorato l'inglese, ho fatto le prime esperienze di insegnamento, e ho potuto fare ricerca per la tesi. Quando ho deciso di scrivere la tesi di dottorato in inglese i professori del dipartimento che mi hanno seguito mi hanno incoraggiato, e la commissione non ha avuto problemi ad esaminare il mio lavoro in inglese.

Il nostro dipartimento ha due grandi punti di forza, a mio parere. Primo, è un dipartimento di profilo internazionale, con molti contatti con altri atenei europei e americani. Secondo, è un dipartimento grande, che offre una grandissima varietà di approcci e metodi. C'è di tutto: linguistica, letteratura, papirologia, storia, epigrafia, archeologia, e in ogni campo c'è una grande scelta tra studiosi con profili molto diversi, di stampo classico oppure al passo con le ultime tendenze negli studi umanistici. Da questa ricchezza c'è solo da imparare, e spesso, nella mia esperienza, le idee più stimolanti vengono proprio da quei seminari in cui non ti aspetti di trovare niente di utile per la tua ricerca.

 

 

Francesca Gorello

Sono una dottoranda al III anno in Filologia e Storia del Mondo Antico. Provengo da studi archeologici con specializzazione in ambito filologico, in particolare in assiriologia; mi sono laureata con il massimo dei voti discutendo una tesi dal titolo “La pesatura dei metalli non-preziosi ad Umma durante la III Dinastia di Ur”, e per il mio percorso dottorale, in accordo con il mio tutor, ho deciso di proseguire lo studio dei testi amministrativi neo-sumerici relativi all’amministrazione dei metalli e alla figura del fabbro nel Sud della Mesopotamia.

Durante i tre anni di dottorato per scelta personale ho deciso di non fare una co-tutela all’estero, tuttavia, sempre supportata dal mio tutor, ho intrapreso periodi di studio in paesi stranieri che sono stati fondamentali per approfondire i miei studi. La mia esperienza dottorale è stata, ed è tuttora, ricca di studi a 360 gradi nell’ambito sumerologico, non solo quindi per lo specifico tema legato alla mia tesi, ma con l’aiuto e la collaborazione del Prof. D’Agostino ho pubblicato articoli in riviste di respiro internazionale, una monografia caratterizzata dalla pubblicazione di testi amministrativi inediti neo-sumerici, e ho collaborato alla pubblicazione di altre due importanti monografie, di cui una relativa ai testi amministrativi provenienti dall’Archivio Reale di Ebla. La partecipazione attiva a conferenze archeologiche ed assiriologiche all’estero mi ha dato la possibilità di conoscere importanti archeologi e assiriologi riconosciuti a livello mondiale e di assimilare da loro informazioni  e nozioni di grande rilevanza. 

Il mio curriculum vitae si è enormemente arricchito durante gli ultimi tre anni grazie al ruolo di Segretaria di Redazione della Rivista degli Studi Orientali, una rivista di carattere internazionale, e grazie soprattutto alla mia partecipazione agli scavi archeologici italo-iracheni ad Abu Tbeirah, Nassiriyah, nel sud dell’Iraq. Quest’ultima esperienza, che porto tuttora avanti, mi ha insegnato moltissimo sia a livello umano che a livello scientifico, oltre ad avere portato a tutto il Team importanti riconoscimenti, quali, nell’ambito degli Italian Heritage Award, il Primo Premio per la Conoscenza, Tutela e Gestione del Patrimonio Archeologico e l’unica borsa di studio messa in palio dalla stessa commissione.

La mia esperienza di dottorato è stata, ed è, estremamente positiva, ricca di studio, di approfondimenti, ma anche e soprattutto di esperienze personali e scientifiche che hanno plasmato il mio carattere e il mio modo di rapportarmi al mondo del lavoro e esterno in generale.