Missione Archeologica Italiana nell’Anatolia Orientale (MAIAO)

Informazioni generali - general Info
Tipologia: 
Scavo all'estero
Regione o ambito: 
Turchia Orientale - Arslantepe, Malatya
Anno di inizio: 
1961
Anno di fine: 
2012
Finanziamenti: 
  • Ateneo Grandi Scavi
  • Ministero Affari Esteri
  • MIUR
Premi e riconoscimenti: 
  • 2004: titolo di Cavaliere Ufficiale nell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana a Marcella Frangipane per l’attività scientifica ad Arslantepe
  • 2005: Riconoscimento del Ministero della Cultura di Turchia per i risultati e la metodologia applicata allo scavo di Arslantepe.
  • Onorificenza Cavaliere dell’Ordine della Stella della Solidarietà a Marcella Frangipane per la sua attività ad Arslantepe.
  • Cittadinanza onoraria della città di Eski Malatya a Marcella Frangipane per l’attività ad Arslantepe.
Riferimenti e dati - People and datas

Liverani Mario

  • Corrado Alvaro (Dip. di Scienze dell’Antichità, Sapienza)
  • Gian Maria Di Nocera (Univ. della Tuscia, Viterbo)
  • Giulio Palumbi
  • Maria Bianca D’Anna
  • Paola Piccione
  • Federico Manuelli
  • Paolo Guarino
  • Romina Laurito
  • Giovanna Liberotti
  • Giulia De Persiis
  • Jade Bajeot
  • Andrea Ricci
  • Giovanni Siracusano (MAIAO)
  • Laura Sadori (Dip. di Biologia Vegetale, Sapienza)
  • Laszlo Bartosiewicz (Univ. di Edinburgo)
  • Stefan Dreibrodt
  • Oliver Nelle
  • Hans-Rudolf Bork (Univ. di Kiel)
  • Erdal Yilmaz (Univ. Hacettepe, Ankara)
  • Alice Choyke (Univ. Budapest)
  • Raimondo Quaresima (Univ. de L’Aquila)
  • Lucia Ghedin
  • M.Giuseppina Fazio
  • R. Bollati (Istituto Centrale del Restauro)
  • Sara De Angelis
  • Alice Siracusano
  • Roberto Ceccacci
  • Mauro Benedetti (MAIAO)

 

La Missione Archeologica Italiana in Anatolia Orientale dell’Università di Roma “La Sapienza”, costituisce uno dei progetti storici del capitolo “Grandi Scavi” dell’Ateneo romano. Iniziati nel 1961, su concessione del governo turco, gli scavi ad Arslantepe proseguono annualmente nei mesi di Agosto-Ottobre, e sono aperti agli studenti, sia pur in numero limitato per problemi logistici e di costi.

A poca distanza dalla riva destra dell’Eufrate e a 6 chilometri dalla città moderna, il sito è stato ininterrottamente un centro regionale importante a partire almeno dal V millennio a.C. fino all’età Neo-Ittita (1200-700 a.C.), venendo poi rioccupato da un piccolo abitato in età tardo romana e bizantina (IV-VI sec. d.C.), quando il centro principale di Melitene si spostò in posizione più vicina al corso dell’Eufrate (attuale cittadina di Eski Malatya).

L’affascinante storia stratificata di quest’area è racchiusa nella lunghissima successione di abitati che, sovrapponendosi uno all’altro nel corso di millenni, hanno formato il tell di Arslantepe, grande collina artificiale alta circa 30metri e con una superficie totale di circa 4 ettari. Gli scavi del sito hanno mostrato che esso ha avuto un ruolo di centro politico ed economico durante quasi tutta la sua storia, controllando, sia pure con diversa capacità attrattiva a seconda dei momenti, il territorio circostante e gestendo rapporti esterni anche a lunga distanza. La sequenza è stata indagata estensivamente, su una superficie totale di circa 3500 mq, per ognuno dei periodi rappresentati nel sito, a partire dal Tardo Calcolitico 1-2 (4300-4000 a.C.).

E’ in questi periodi più antichi, e soprattutto nel corso del IV millennio – Tardo Calcolitico 3-4 (3800-3500 a.C.) e Tardo Calcolitico 5 (3350-3000 a.C.), che Arslantepe ha mostrato di essere un sito chiave per l’analisi del processo di formazione delle prime società centralizzate e delle più antiche forme di organizzazione proto-statale. Arslantepe fu infatti uno dei principali centri della seconda metà del IV millennio nell’ampia regione della cosiddetta “Grande Mesopotamia”, gravitante sui bacini settentrionali di Tigri ed Eufrate e uno dei poli di sviluppo delle prime civiltà urbane del Vicino Oriente. Edifici pubblici monumentali, datati sia alla prima che alla seconda metà del IV millennio, sono venuti in luce in un’ampia zona sul versante occidentale e sud-occidentale del tell e testimoniano il passaggio cruciale da forme teocratiche di potere gestite in ambito templare e cerimoniale a forme più articolate e secolari che si esprimono in complessi architettonici polifunzionali.

Un insieme imponente di edifici collegati tra loro e differenziati funzionalmente, in cui si svolgevano attività pubbliche di carattere economico, amministrativo, religioso e, probabilmente, politico, costituisce il primo esempio conosciuto di “palazzo” nel Vicino Oriente e indica l’importanza di questo centro, che doveva controllare il suo territorio e le relazioni su ampia scala regionale verso altre aree dell’Anatolia e verso la Mesopotamia, forse in relazione anche al commercio dei metalli.

Il sito ha mantenuto tratti di forte originalità e autonomia, pur nell’evidente partecipazione ai grandi cambiamenti culturali che hanno interessato tutto il mondo mesopotamico nel cosiddetto periodo di Uruk. La centralità di Arslantepe continuò, con vicende alterne, anche nel terzo millennio, dopo il collasso del sistema economico-politico centralizzato di stampo mesopotamico, dando vita ad un nuovo tipo di organizzazione politica, che rispondeva all’instabilità e nuova conflittualità manifestatesi nella regione. Le recenti scoperte di una sepoltura “reale” del Bronzo Antico I (3000-2900 a.C.) ricchissima in oggetti in metallo, tra cui molte armi, e di un possente muro di fortificazione sulla sommità della collina, che forse racchiudeva una sorta di cittadella difesa, si collocano in questo contesto.

Successivamente, una sequenza di livelli di abitato del Bronzo Antico II e III (2750-2100 a.C.) mostra il ripetersi di momenti di crisi seguiti da profondi cambiamenti nella struttura della società e nelle relazioni esterne, ora molto più orientate verso l’est anatolico e il mondo caucasico, culminate nel riformarsi di un piccolo centro urbano cinto da mura. La frammentazione politica della regione alla fine del III millennio e agli inizi del II preparò l’avvento dell’influenza ittita e la probabile sottomissione di Malatya all’impero in espansione verso l’Eufrate. Un nuovo importante centro politico-amministrativo, con edifici imponenti, grandi mura e porte urbiche, sorse ad Arslantepe situandosi soprattutto nella zona nord-orientale del tell, in vista dell’Eufrate, e, dopo il crollo dell’impero, Ala città divenne la capitale del piccolo regno Neo-Ittita di Melid. La famosa Porta dei Leoni e numerosi bassorilievi di grande pregio sono i ritrovamenti più salienti di questa fase.

Accanto alle attività di scavo, molte sono le attività di ricerca che vengono svolte dalla missione, in collaborazione con studiosi di varie discipline: studio paleobotanico, con il Dipartimento di Biologia Vegetale dell’Università di Roma La Sapienza; studio archeozoologico, con l’Università di Budapest e l’università di Kiel; studio paleoantropologico con l’Università Hacettepe di Ankara; studio archeo-metallurgico, con l’Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del CNR di Roma e con il Bergbau Museum di Bochum, Germania; studio paleoambientale e geomorfologico con l’Università di Kiel; studio bio-archeologico con l’Università della Tuscia, Viterbo; studio dei mattoni crudi con l’Università dell’Aquila.

Un progetto di restauro e conservazione dell’architettura in mattone crudo è stato condotto con la collaborazione di restauratori e architetti dell’Istituto Centrale del Restauro e del Ministero dei Beni ed Attività Culturali ed ha portato alla realizzazione, grazie al sostegno finanziario della Regione di Malatya e del Ministero della Cultura turco, di una copertura dell’area archeologica che permetterà a breve l’apertura al pubblico del complesso monumentale del IV millennio.

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