SESSION 4

QUALE MEMORIA? COMUNICAZIONE E FORME DEL RICORDO NELL’ARCHEOLOGIA FUNERARIA ROMANA

Organised by: Marianna Castiglione

Le aree funerarie di età romana sono contesti archeologici complessi e fonti imprescindibili per la ricostruzione demografica e sociale delle città antiche, così come per una più articolata indagine storica, economica, urbanistica e artistico-artigianale. Luoghi del ricordo stricto sensu, esse concorrevano alla conservazione della memoria dei singoli e dei relativi nuclei familiari, delle loro scelte funerarie e di status, delle pratiche rituali e delle credenze legate a questo estremo momento di passaggio.

Le tombe, proprio grazie all’intrinseca capacità evocativa, partecipavano anche della memoria culturale, identitaria e sociale della comunità di pertinenza. Sia la memoria individuale sia quella collettiva, che interagivano e si influenzavano vicendevolmente, erano veicolate e divulgate attraverso un efficace apparato verbale e figurativo, intimamente connesso alla localizzazione topografica delle sepolture stesse. La realizzazione di una simile comunicazione prevedeva necessariamente il coinvolgimento sensoriale ed emotivo di un pubblico, il cui ruolo era determinante nella trasmissione e amplificazione dei messaggi espliciti o simbolici predisposti dalla committenza. Sulla qualità e validità di questi espedienti, così come sull’effettiva durata della conservazione della memoria occorre interrogarsi in modo problematico, confrontando cronologie, aree geografiche, dinamiche spaziali e sociali. Obiettivo della sessione è, pertanto, l’analisi di alcuni casi relativi a contesti e a classi di materiali differenti, pertinenti a più centri d’Italia, in cui riuscire a cogliere il rapporto semantico tra scrittura e forme figurative di autorappresentazione, nelle diverse declinazioni di pittura, scultura e architettura. L’esame di tali linguaggi, sintassi e strategie comunicative si affiancherà a quello degli avvicendamenti spaziali, dell’organizzazione urbanistica delle necropoli stesse e, non ultimo, all’attenzione per la ritualità, elemento essenziale della memoria performata. Le evidenze, che forniranno certamente nuovi dati alla ricostruzione storica delle singole realtà geografiche, contribuiranno a delineare in diacronia le mutevoli strategie individuali del ricordo, in relazione alle tendenze collettive della memoria.

Non omnis moriar. Parole, immagini e committenza nelle necropoli di Pompei, Marianna Castiglione

Memoria su pietra: ricordo dei defunti e pratiche funerarie nella regio II Apulia et Calabria, Maria Luigia Dambrosio and Giuseppe Schiavariello

La scelta di un monumento funerario come memoria di appartenenza sociale: le pseudo cupae da una necropoli suburbana sulla via Triumphalis, Marco Arizza and Marzia Di Mento

Comunicazione in ambito funerario a Verona: casi di studio dal Museo Maffeiano, Silvia Braito and Myriam Pilutti Namer

La riscoperta della concorrenza: iconografie ‘ufficiali’ nei sarcofagi tardoantichi, Fabio Guidetti

Forme e codici dell’autorappresentazione dei defunti nell’immaginario figurativo catacombale, Matteo Braconi