Poster session 4.3

Federica Maria Riso, Giovanna Bosi, Rossella Rinaldi (Università di Modena e Reggio Emilia) and Donato Labate (Soprintendenza Archeologica dell’Emilia-Romagna)

federicamaria.riso@unimore.it

Analisi archeobotaniche a confronto tra la necropoli suburbana di Mutina (scavo ex Parco Novisad) e una necropoli prediale nell’agro centuriato mutinese (scavi cava Corpus Domini – Marzaglia)

I recenti scavi in necropoli romane dell’agro Mutinense e la crescente attenzione verso le tracce archeologiche più esigue, ha permesso di individuare elementi relativi alla frequentazione delle necropoli. L’importanza di questi tipi di rinvenimenti è decisiva, poiché essi riflettono direttamente le procedure di seppellimento e le azioni che accompagnavano la frequentazione rituale delle aree sepolcrali: esaminandoli con attenzione si possono dunque ricavare informazioni fondamentali per comprendere i comportamenti legati alle pratiche funerarie.

Le tombe analizzate sono quelle delle necropoli in parte già indagate di Mutina e dell'agro Mutinense. In particolare, per l'ambito suburbano, si prenderà in esame la necropoli dell’area “Novi Sad”, che fiancheggiava un ramo della Via Emilia e ha restituito alcune centinaia di tombe, la cui cronologia va dal I secolo a.C. al IV d.C. Per quanto riguarda le necropolis prediali, verrà presa in considerazione la necropoli rinvenuta in località Marzaglia, sito che può fornire importanti dati di confronto tra le due realtà territoriali. La ricerca si prefigge di analizzare l’ideologia funeraria romana nelle sue numerose sfaccettature, soprattutto attraverso lo studio dei resti archeobotanici ed archeologici rinvenuti nei contesti di necropoli, dove si possono riconoscere consistenti tracce delle offerte legate al culto funerario.

Le osservazioni che sono state riportate sono una parte preliminare delle analisi archeologiche e archeobotaniche oggetto di un progetto di dottorato in corso presso il Laboratorio di Palinologia e Paleobotanica con la collaborazione della Soprintendenza ai Beni archeologici dell’Emilia Romagna.