Dottorandi curriculum filologico

Chiara Monti - Curriculum di filologia classica XXVIII ciclo

Ricezione e riutilizzo della tradizione lirica ad Atene in ambito socratico e in Platone in particolare

Scopo della mia ricerca è analizzare le citazioni dei lirici arcaici nei dialoghi di Platone, osservando quali poeti siano citati, da chi, come e in che contesto, quale funzione i loro versi abbiano nella caratterizzazione dei personaggi, e più in generale nell’economia dell’opera, dedicando attenzione anche alla forma che presentano tali versi per capire se ci siano varianti rispetto al testo che emerge da altre fonti (qualora ve ne siano), e confrontando eventualmente i risultati dell’analisi  con i dati che emergono da altre opere letterarie coeve.


Maria Fallica - Curriculum Filologico XXIX Ciclo

Clemente e Origene d’Alessandria all’alba della Riforma. Filologia ed ermeneutica della tradizione patristica greca nel XVI secolo   

La tesi di dottorato si propone di scrivere una pagina, sinora in ombra, della ricezione, appropriazione e uso di Clemente e Origene d’Alessandria nel XVI secolo. A questo scopo, analizza le antologie patristiche a opera di cinque teologi appartenenti a diverse aree delle Riforme europee, negli anni fra il 1527 e il 1563. All’analisi filologica della fonte e della formulazione, talvolta ambigua o volutamente distorta, delle citazioni clementine e origeniane nel testo, si accompagna lo studio delle motivazioni storiche del ricorso degli autori riformati all’autorità dei due maestri alessandrini.


Laura Michelacci - Curriculum filologico-letterario Ciclo XXIX

Cultura “subsofistica”. La costruzione dell'identità del pepaideumenos nel Romanzo di Esopo e nella narrativa cristiana

La tesi si propone di collocare il Romanzo di Esopo e la narrativa cristiana (in particolare Atti Apocrifi, Pseudo Clementine, Atti e Passioni dei Martiri, Vangelo dell'Infanzia dello Pseudo- Tommaso) nel contesto culturale della prima età imperiale, indagando le influenze della Seconda Sofistica e della prassi scolastica (in particolare i progymnasmata) sulla costruzione della figura del sapiente pagano o cristiano. Emerge dunque come la scuola, una realtà diversificata ma con caratteri di omogeneità, e il modello autorevole dei sofisti esercitassero una forte influenza sulla narrativa pagana e cristiana, anche in testi tradizionalmente etichettati come “popolari” o appartenenti a una “narrativa di consumo”.


Andrea Pellettieri - Curriculum filologico, XXIX ciclo

Studi filologici e linguistici sui composti in Licofrone

Benché abbia destato interesse fin dall'antichità, la lingua di Licofrone non è stata ancora esplorata a fondo. A tale riguardo, i numerosi composti nominali presenti nell'Alessandra, con le loro particolarità formali e semantiche, possono restituire un affresco quanto mai dettagliato della creazione linguistica licofronea. I composti, inoltre, possono essere utili ad illustrare il rapporto del poeta con i modelli letterari (epici e tragici, soprattutto), mettendone in evidenza natura e scopi.


Elena Spangenberg Yanes - Curriculum di Filologia greca e latina XXIX ciclo

Commento al lessico sintattico greco-latino di Prisciano

Il mio progetto di ricerca consiste nella realizzazione di un commento filologico e linguistico alla seconda metà del libro XVIII dell'Ars grammatica di Prisciano (GL III 278-377), i cosiddetti Atticismi, che concludono l'opera e la cui nuova edizione critica è stata recentemente pubblicata dalla Prof.ssa Michela Rosellini (2015). Questa sezione finale dell'Ars consiste in un lessico sintattico bilingue: una serie di costrutti greci (per lo più verbali), derivati da una fonte lessicografica atticista, vengono messi a confronto con i corrispettivi latini allo scopo di perfezionare la competenza linguistica dei lettori che aspirano a un compiuto bilinguismo.

Nel commento continuo alle singole voci del lessico affronto gli aspetti tradizionalmente trattati negli studi sull'opera del grammatico di Prisciano (indagine delle fonti, problemi critico-testuali, uso delle citazioni di autori sia greci che latini, questioni di dottrina grammaticale) e sviluppo quelli emersi dalle più recenti ricerche sul lessico sintattico che la conclude (disomogeneità redazionali e problemi di incompiutezza, confronto con la glossografia bilingue e con la lessicografia greca).


Chiara Fabrini - Curriculum di Filologia Greca e Latina XXX Ciclo

La paratragedia in Aristofane:ricerche sulla ricezione del tragico nel V sec. a.C.

Tra i tratti caratteristici della commedia antica merita attenzione la paratragedia, ovvero la ripresa in ambito comico di passi tragici, con o senza intento parodico dell’autore. Partendo dal saggio Paratragodia di Peter Rau, ancora fondamentale su questo argomento, il lavoro di ricerca intende innanzitutto elaborare una nuova catalogazione del materiale tragico presente nelle commedie di Aristofane, concentrandosi sui drammi di Eschilo, Sofocle ed Euripide giuntici frammentariamente, e alla luce di quanto emerso riflettere, laddove possibile, se alla base delle citazioni e allusioni tragiche si possa individuare la visione della messa in scena teatrale oppure la fruizione libraria.


Maurizio Ravallese - Curriculum: Filologia Classica Ciclo XXX

Le parole degli sconfitti. Ebrei e Romani nella Guerra Giudaica di Flavio Giuseppe

Il mio lavoro ricostruisce, nella prima sezione, la genesi compositiva della Guerra Giudaica e il metodo storiografico del “traditore sconfitto” Flavio Giuseppe, nonché le influenze che su di lui hanno esercitato Tucidide e Polibio. Il secondo capitolo esamina la funzione dei discorsi nel Bellum mediante un’analisi retorica delle principali ῥήσεις. La terza parte, più propriamente storica, si concentra sui rapporti fra Romani ed Ebrei nel corso del I sec. d.C. in Palestina e nella Diaspora, con una particolare attenzione alle diverse interpretazioni del concetto di regalità (βασιλεία) che caratterizzano il mondo giudaico lungo tale periodo.


Maria Sole Rigo - Curriculum filologico XXX ciclo

Lingua e stile nel De S. Cypriano di Eudocia

Il progetto propone di analizzare da un punto di vista grammaticale e stilistico il De S. Cypriano di Eudocia Augusta (V sec. d. C.), poemetto esametrico in tre libri che narra le vicende del mago Cipriano, sorta di Faust ante-litteram.  Nell'opera l'autrice veicola attraverso un linguaggio omerizzante il messaggio cristiano, avendo Omero come modello privilegiato ma non esclusivo: l'obiettivo sarà dunque quello di analizzarne i rapporti con la  letteratura precedente e coeva, insieme alle particolarità grammaticali, linguistiche, prosodiche e sintattiche, contestualizzando l'opera nell'ambito sia della produzione letteraria classica che di quella del suo tempo.


Valentina Zanusso - Curriculum filologico XXX ciclo

‘Sentire’ sulla scena dell’Atene del V secolo a.C. La percezione in scena dei suoni non verbali

Lo spettacolo teatrale antico comprendeva due diverse ma imprescindibili dimensioni, l’opsis e l’akoè, delle quali il lettore moderno è stato irrimediabilmente privato. In campo acustico l’aspetto dei suoni non verbali e della loro riproducibilità sulla scena è sinora poco indagato e anzi l’effettiva percezione della maggior parte dei suoni non verbali e dei rumori da parte del pubblico è generalmente negata dagli studiosi moderni. Sembra tuttavia che questo scenario possa essere attenuato da alcune testimonianze antiche e sulla scorta di queste, si propone la realizzazione di un archivio dei suoni non verbali, a partire da quelli registrati nei testi teatrali, dei quali si appronterà una analisi drammaturgica, tecnica e lessicale.


Stefano Ceccarelli - Curriculum di Filologia greca e latina XXXI ciclo

Commedia antica e campagna attica. I Contadini e le Navi mercantili di Aristofane

Il mio progetto di ricerca riguarda l’edizione e il commento di due commedie frammentarie di Aristofane: i Contadini (Γεωργοί) e le Navi Mercantili (Ὁλκάδες). Queste due pièce sono accomunate dal topos letterario di una campagna idealizzata riscontrabile anche in Acarnesi e Pace. Questo tema, usato fin dall’inizio della letteratura greca, è stato alterato da Aristofane e da Eupoli con un intrinseco intento comico e politico, mostrando la condizione della chora attica durante i primi anni della Guerra del Peloponneso. L’introduzione generale affronterà il tema della campagna e della sua idealizzazione nell’intera produzione teatrale attica (tragedia, commedia e dramma satiresco), prendendo in considerazione sia le opere conservate sia le frammentarie.


Martina Farese - Curriculum filologico XXXI ciclo

Le Satire Menippee di Varrone: i rapporti con la commedia

Il mio progetto di ricerca consiste in uno studio delle Satire Menippe di Varrone che si concentri sull’utilizzo fatto in esse di elementi propri del teatro comico e della commedia plautina in particolare.

Mi propongo dunque di svolgere un esame dettagliato (ricostruzione dell’argomento e della trama, proposta di ordinamento dei frammenti, analisi dei singoli frammenti) di quelle satire in cui sia possibile scorgere particolarità che rimandino in maniera specifica alla commedia (ricorrenza di motivi, stilemi, personaggi, lessico tipicamente comici) o, in generale, al teatro (presenza di prologhi e/o epiloghi, di appelli ad un ipotetico pubblico, di deittici, di elementi “scenografici”).


Lorenzo Sardone - Curriculum di Filologia Classica Ciclo: XXXI

I Papiri demostenici del De Corona e la circolazione del testo nell’Antichità.

Abstract: Il mio progetto di ricerca ha come obiettivo una revisione integrale e critica di tutti i papiri che attestano passi dell’orazione Sulla Corona di Demostene. Allo stato attuale se ne contano trenta, tutti provenienti dall’Egitto, sebbene il loro numero sia in costante aumento. I papiri coprono un ampio periodo di tempo, dal I sec. a.C., al VI d.C. Questa indagine può dare un contributo nuovo e significativo alla critica testuale, svelando contatti e differenze con i testimoni medievali del corpus demostenico. Inoltre, può fornire nuovi indizi sull’origine e sulla natura dei testi documentari dell’orazione (solitamente considerati falsi), contribuendo a tracciare un quadro più ampio della circolazione e della fruizione di questo celebre discorso demostenico nell’Antichità.


Giulia Agostini - Curriculum Filologia Greca e Latina Ciclo XXXII

Prefetti e praesides nell'amministrazione giudiziaria dell'Egitto tardoantico (284-397 d.C.): definizione degli ambiti di competenza e prosopografia.

Lo scopo della ricerca è quello di fornire una nuova analisi del ruolo di prefetti e praesides nell'amministrazione giudiziaria dell'Egitto tardoantico, insieme a liste prosopografiche aggiornate. In particolare, tramite un riesame della documentazione papiracea (principalmente petizioni e verbali di processo) ci si propone di chiarire la posizione del prefetto rispetto agli altri governatori, di illustrare le procedure in cui i funzionari presi in esame erano coinvolti e le aree in cui è attestato il loro intervento. I dati ottenuti dall'analisi delle fonti documentarie saranno confrontati con quelli ricavabili dalle altre testimonianze, come le fonti del diritto e i testi letterari.


Elisa Merisio - CurriculumFilologia greca e latina XXXII Ciclo

Le iscrizioni funerarie metriche della Frigia in epoca imperiale: paideia greca e identità locale

La ricerca si propone di studiare le iscrizioni funerarie metriche in lingua greca di epoca imperiale rinvenute nel territorio frigio nei loro aspetti linguistici, metrici e contenutistici. L’attenzione sarà soprattutto rivolta alla compresenza di elementi locali e di elementi derivati dalla tradizione culturale ellenica, quest’ultima esaminata in riferimento alla letteratura e in particolare al genere dell’epigramma sepolcrale, sia nelle sue espressioni letterarie sia in quelle epigrafiche (modalità della comunicazione, lessico e topoi letterari). L’obiettivo della ricerca consiste nel tentativo di individuare elementi che esprimano la sensibilità e l’identità locale frigia all’interno del processo di appropriazione e di rielaborazione della paideia greca.


Emanuele Zimbardi - Curriculum filologico – XXXII ciclo

La traduzione greca del sermone su Ninive e Giona di Efrem siro. Nuova edizione critica e studio sulla tecnica di traduzione

Questo progetto indaga la traduzione greca del sermone su Ninive e Giona di Efrem siro. Dopo aver approntato una nuova edizione critica del testo greco, lo si studierà nel suo statuto di traduzione. L’analisi si baserà sul confronto tra il prototesto e il metatesto, rilevando i cambiamenti della traduzione. Applicando una metodologia comparativa, si descriverà la tecnica di traduzione, di cui poi si cercherà di delineare le coordinate culturali. L’indagine svolta si inscrive all’interno di più ampie tematiche della letteratura greca tardoantica: Efrem greco, la metrica isosillabica e l’interscambio linguistico-letterario con le culture orientali.