Dottorandi curriculum orientale

Armando Bramanti - Curriculum Filologia del Vicino e Medio Oriente Ciclo XXVIII

Land Management in the Early Dynastic Umma Region

L’oggetto della ricerca riguarda la storia e l’amministrazione del territorio di Umma (regione della bassa Mesopotamia) alla fine dell’epoca protodinastica (ca. 2450-2340 a.e.v.). Particolare attenzione sarà prestata al periodo relativo al regno di Lugalzagesi – l’ultimo sovrano sumerico prima di Sargon di Akkad. I meccanismi amministrativi relativi all’amministrazione di terre e cereali saranno analizzati sulla base di un corpus di più di mille documenti d’archivio, che inoltre frutteranno dati sulla geografia storica della regione. L’elaborato consterà anche di una (ri-)edizione del cosiddetto archivio di Lugalzagesi con indici commentati.


Ahmad Karbotly - Curriculum Filologia del Vicino e Medio Oriente Ciclo XXIX

Relazioni internazionali del regno di Ebla nel XXIV sec. a.C.

L'obiettivo principale di questo progetto di ricerca è capire il meccanismo di funzionamento di uno stato importante come Ebla e le relazioni di una capitale con il territorio circostante. Lo studio si basa sui testi dell’archivio reale del XXIV sec. a.C di cui saranno analizzati a fondo le relazioni politiche, diplomatiche, commerciali di Ebla con alcuni regni alleati, studiando tutti i movimenti di beni, persone, itinerari ecc. Alla fine della ricerca spero di proporre una localizzazione dei siti studiati con dei tell attuali e di conoscere la vera estensione del territorio controllato da Ebla, creando una mappa geografica della parte della Siria settentrionale controllata da questa città.


Giuseppe Petrantoni - Curriculum Filologia del Vicino e Medio Oriente Ciclo XXIX

Corpus delle iscrizioni bilingui aramaico nabateo-greche. Approfondimenti onomastici e problemi di ricostruzione del sistema fonologico del nabateo.

Il campo di ricerca della tesi di Dottorato riguarda la costituzione di un corpus di iscrizioni bilingui aramaico nabateo-greche. Lo studio prende le mosse dall’assenza, allo stato attuale, di una silloge che include le suddette epigrafi dell’area mediterranea e vicino orientale dal I secolo a.C. al III secolo d.C. Questo permette di approfondire gli aspetti morfosintattici e lessicali peculiari delle due aree linguistiche (nabatea e greca) e di gettare uno sguardo complessivo sulle modalità di scambio culturale (sociale, politico e religioso) tra le realtà semitica occidentale ed ellenica. Infine, la parte più rilevante della ricerca riguarda l’analisi comparativa dell’onomastica nabatea e greca, attestata nelle bilingui, e l’indagine onomastica nabatea di iscrizioni monolingui, al fine di ricostruire la fonetica dell’aramaico nabateo.


Antonio Carnevale - Curriculum Filologia del Vicino e Medio Oriente Ciclo XXX

Il confine orientale dell'impero ittita

Il progetto di ricerca mira alla ricostruzione delle dinamiche geografiche, politiche ed economiche della parte orientale dell'impero ittita dalla nascita alla caduta.

La prima parte dello studio tenterà una ricostruzione geografica attraverso la lettura complessiva dei testi che menzionano toponimi da individuarsi nell'area investigata e l'incrocio dei dati ottenuti con quelli archeologici. Grande attenzione verrà riservata inoltre alla conformazione del territorio, alle reti stradali di epoche successive ed alla continuità toponomastica.

Ottenute queste informazioni il progetto si concentrerà sulle specificità produttivo-economiche dell'area investigata e sulla natura delle realtà socio-politiche che la abitavano.


Annunziata Di Rienzo - Curriculum Filologia del Vicino e Medio Oriente Ciclo XXX

Santità e potere nelle collezioni agiografiche in lingua siriaca

Avendo come base documentaria una selezione di Vite di Santi conservate in alcune collezioni agiografiche siriache, il mio progetto si propone di: studiare come sia stato sviluppato il tema del rapporto tra santità e potere in testi agiografici siriaci; individuare le ragioni e modalità di compilazione delle collezioni analizzate; produrre l’edizione e traduzione di alcune Vite inedite. L’attenzione rivolta alle collezioni agiografiche permetterà una migliore comprensione dei singoli testi agiografici, da considerarsi non come elementi indipendenti, ma come parte integrante di un insieme di testi, il cui significato deve essere scoperto e verificato.


Farangis Darvishi - Curriculum Filologia del Vicino e Medio Oriente Ciclo XXXI

Un’indagine completa sul Dēnkard IX

Il Dēnkard è uno dei libri più importanti scritti a Pahlavi fra il III ed il IV secolo dell'Egira. Originariamente il Dēnkard si compone di nove libri. Dēnkard IX è l'ultima sezione che contiene un resoconto delle tre nasks avestiche, Sūdgar, Varštmānsar, e Bay. Il manoscritto più completo è il Ms B(1659). Dresda, nel 1966, ha pubblicato un facsimile del manoscritto B. Altri manoscritti sono il K43a ed il K43. Il Dēnkard IX è scritto in uno stile difficile, che porta i ricercatori ad incontrare seri problem durante la traduzione del testo. Il mio progetto di ricerca ha l'obiettivo di condurre un confronto preciso delle parole e delle espressioni usate nei mss B e K43b con quelle di Pahlavi Yasna.


Zhaleh Nayebossadrian - Curriculum Filologia del Vicino e Medio Oriente Ciclo XXXI

Funeral Rites in Zoroastrian and Islamic Resources" by the third century AH (912 AD)"

È evidente che ci siano alcune norme e cerimonie prima e dopo la sepoltura di un corpo in ogni religione, come l’Islam e lo Zoroastrismo, che presentano naturalmente alcune differenze e somiglianze. In generale, le cerimonie pre-sepoltura comprendono: lavaggi, fasciature, processioni funebri e, infine, la sepoltura. Queste erano per lo più dissimili. "Sagdid" è un buon esempio di rito funebre Zoroastriano nell’antichità. Vi sono, inoltre, alcuni costumi post-sepoltura svolti per una recente dipartita, come "Hafta" tra le cerimonie islamiche, e "Daha", cerimonia zoroastriana. Senza dubbio, il confronto tra i riti funebri zoroastriani odierni e le loro differenze con quelli antichi può essere uno strumento efficace per rifinire il soggetto di studio.


Valeria Tappeti - Curriculum Filologia del Vicino e Medio Oriente Ciclo XXXI

Le tombe monumentali dell’Asasif della XXV-XXVI din., tra «archivi culturali» e luoghi di culto

Le tombe monumentali, o Grabpalasten, della valle dell’Asasif, Tebe, della XXV-XXVI din. presentano passi scelti dai maggiori corpora funerari egiziani, dai Testi delle Piramidi all’Amduat. La presente ricerca si propone di studiare gli apparati decorativi di queste tombe: tali testi e le relative rappresentazioni non erano, infatti, semplicemente ricopiati ma anche «rieditati»; queste selezioni, inoltre, si ritrovano ripetute in molte delle Grabpalasten. L’edizione di tali testi, specialmente del Libro dei Morti, suggerisce l’uso di Musterbucher, probabilmente da archivi templari, ma anche la pratica della copia diretta. La funzione delle Grabpalasten quali possibili «archivi culturali» sembra, inoltre, suggerita dall’appello ai sapienti inscritto in Petamenofi TT33.


Guido Venturini - Curriculum Filologia del Vicino e Medio Oriente Ciclo XXXI

Il contributo delle traduzioni siriache all’ecdotica dei testi agiografici bizantini e la loro ricezione nell’ambito del cristianesimo orientale: la Vita siriaca di Giovanni il Caritatevole.

Il progetto di ricerca si propone uno studio sistematico della versione siriaca di un’opera di rilievo nel panorama della letteratura agiografica bizantina dei primi secoli, la Vita di Giovanni il Caritatevole, patriarca di Alessandria, composta originariamente in greco nel VII secolo da Leonzio di Neapolis. La Vita siriaca di Giovanni il Caritatevole si presenta come una traduzione piuttosto libera, che si discosta notevolmente dal testo tramandato dai codici greci. Tale versione sembra riflettere una forma antica del testo greco, alla cui ricostruzione potrebbe dare un apporto filologico importante. Inoltre, questa traduzione si rivela particolarmente interessante ai fini della comprensione delle dinamiche di ricezione dei testi agiografici bizantini nell’ambito del cristianesimo siriaco di tendenza monofisita.


Flavia Pacelli - Curriculum Filologie del Vicino e Medio Oriente Ciclo XXXII

Prospettive di studio sulla cultura materiale alla luce delle fonti epigrafiche: scultura e artigianato nel periodo neo-assiro

La presente ricerca ha lo scopo di indagare diverse tipologie di fonti epigrafiche di periodo neo-assiro e, attraverso uno studio incrociato delle stesse, fornire uno studio completo riguardo testimonianze di scultura e maestranze artigianali. Si analizzeranno i processi, gli eventi e le circostanze inerenti tali produzioni. Parallelamente, lo studio si concentrerà sul riconoscimento e sull’analisi accurata delle figure artigianali e delle maestranze attive. La ricerca avrà il suo nucleo di partenza nel corpus di lettere neo-assire, a cui seguirà l’analisi di iscrizioni reali, liste lessicali e quanti altri documenti possano risultare fondamentali al proposito di giungere ai risultati attesi.


Anna Salsano - Curriculum: Filologie del Vicino e Medio Oriente Ciclo: XXXII

Il ruolo degli arcangeli Michele e Raffaele nella tradizione copta

Il progetto si propone di studiare le fonti testuali in lingua copta, sia letterarie sia documentarie, concernenti gli arcangeli Michele e Raffaele, tra il IV e l’XI secolo. La raccolta sistematica di tali fonti e l’analisi di testi di differente tipologia (come documenti privati, preghiere, epigrafi e opere letterarie) permetterà la comprensione delle funzioni dei due arcangeli nella tradizione copta e della diffusione del loro culto a livello regionale e locale.


Elena Urzì - Curriculum: Filologie del Vicino e Medio Oriente Ciclo: XXXII

La farmacopea egizia. Fonti testuali, iconografiche e archeologiche sull’utilizzo dei rimedi naturali

Attraverso lo spoglio di testi letterari e documentari databili al Nuovo Regno (1550 – 1069 a.C ca.), il progetto si propone di analizzare l’utilizzo dei rimedi naturali da parte degli antichi egizi, con attenzione particolare alle materie prime, alla loro raccolta e ai possibili rituali che accompagnano il loro utilizzo nell’ambito della tradizione erboristica, cercando di mettere in luce l’importanza e il ruolo di ciascuno di essi e l’eventuale motivazione che conduce ad una scelta piuttosto che ad un’altra. Sarà al contempo analizzata la figura del farmacista, al fine di verificare come essa si sia evoluta nel tempo.